Manca personale e l'Apss è costretta a ridurre il servizio: all'ospedale di Tione l'Unità di cure intermedie sarà dimezzata. Criticità anche negli altri reparti
Il servizio che dovrebbe partire a dicembre avrà 8 posti letto invece dei 17 previsti con una riduzione di personale medico e infermieristico richiesto. Preoccupa la situazione anche nelle altre unità dove la carenza di professionisti si fa sempre più sentire

TRENTO. “E’ per noi fondamentale il confronto con il personale degli ospedali del territorio, partendo dalle realtà più lontane dai grandi centri. L’obiettivo è di raccogliere le vostre sollecitazioni e affrontare le criticità al fine di migliorare l’offerta alla comunità locale, anche alla luce delle problematiche che interessano il Trentino come l’intero Sistema sanitario nazionale”. Le parole sono quelle del presidente Maurizio Fugatti pronunciate il 22 novembre dello scorso anno quando, assieme all'ex assessora Stefania Segnana, aveva incontrato il personale sanitario e amministrativo dell’ospedale di Tione per annunciare assunzioni per il nuovo reparto di cure intermedie.
L'obiettivo era quindi rispondere ai bisogni della comunità. Ma ad un anno di distanza a che punto siamo all'ospedale di Tione? Le notizie che arrivano non sono delle migliori.
Il servizio delle cure intermedie non è ancora partito. Ma non solo. Il personale non si trova e l'Azienda sanitaria è stata costretta a rivedere i numeri. Il tutto con il rischio anche di dover attingere al personale di altre unità già duramente messe alla prova dalla conosciuta carenza di personale.
L'attivazione delle cure intermedie era stata decisa già nel 2016. Il nuovo reparto, in sostituzione della RsaO e dedicato alle cure intermedie, è stato spiegato come questa realtà sarà inserita nell’organizzazione dell’Unità operativa di Medicina interna, strutturata su 17 posti letto di cui 2 per cure palliative in via sperimentale.
In questa nuova struttura potranno trovare risposta anche situazioni particolari, che avrebbero necessità di un transito più lungo, previo accordo con il reparto. Il nucleo avrebbe dovuto prevedere un dirigente medico, un coordinatore infermieristico, 10 Infermieri, 10 Oss e un Fisioterapista e un tecnico di riabilitazione.
Numeri, però, che allo stato attuale l'Azienda sanitaria non è in grado di garantire dovendo quindi ricalibrare (in negativo) il servizio. E' lo stesso direttore del Distretto Sud, il dottor Luca Fabbri, a metterlo nero su bianco in una lettera che è stata mandata nei giorni scorsi alle rappresentanze sindacali. “L'attuale disponibilità di personale sanitario consente l'attivazione per i primi 8 posti letto” spiega Fabbri aggiungendo poi che il nucleo verrà progressivamente ampliato fino al raggiungimento dei 17 posti letto “conseguentemente al reperimento dei professionisti necessari”.
I posti da 17 passeranno a 8 e quindi la gestione sarà presidiata da un dirigente medico su base volontarie di due ore al giorno, i 6 infermieri e 6 Oss.
Personale che, inoltre, potrebbe essere reclutato dai vari servizi sguarnendone di conseguenza la presenza in una situazione giù difficile. Basti pensare che nelle altre Unità Operative la situazione non sembra essere delle migliori. Ad Anestesia le risorse presenti sono due e rappresenterebbero metà di quanto previsto in pianta organica. Per Chirurgia sono tre i professionisti presenti e rappresentano sempre la metà di quanto previsto. Il resto? Gettonisti.












